Sondaggi referendum: Sì e No sempre più appaiati

Referendum costituzionale, mentre si attende la decisione del Tribunale civile di Milano sul ricorso presentato dall’ex Presidente della Corte costituzionale Valerio Onida che ha chiesto di accertare in via d’urgenza il diritto dei ricorrenti a votare su quesiti non eterogenei a tutela della loro libertà di voto, la giornata politica è stata caratterizzata da un possibile slittamento del voto referendario poi smentito categoricamente da Palazzo Chigi.

Gli ultimi sondaggi dicono comunque che la battaglia tra il e il No alla riforma costituzionale Renzi-Boschi è sempre più serrata.

Cosa dicono i sondaggi

Il fronte del No rimane pressoché stabile, mentre aumentano sensibilmente i Sì. Manca un mese alla data del referendum costituzionale e i sondaggi ancora una volta dicono che la battaglia sarà fino all’ultimo voto.

Sondaggio EMG Acqua per Tg La7 

Secondo il sondaggio condotto da EMG Acqua per Tg La7, il continua a rimanere al 34,7% mentre il No scende sensibilmente attestandosi attorno al 37,6% (-0,2). Diminuisce sensibilmente anche la percentuale degli astenuti che arriva al 40,6% (-0,5%) mentre gli indecisi salgono al 27,7% (+0,2%).

Il sondaggio Demopolis

Il sondaggio elettorale condotto da Demopolis e pubblicato su l’Espresso, riporta un fronte del Sì e del No praticamente appaiati. A votare sarà il 49,5% degli italiani, con una oscillazione tra il 46% e il 53%; a votare No sarà il 50,5% e l’oscillazione sarà tra il 47% e il 54%.

Demos per Repubblica

No in vantaggio per il sondaggio di Demos al 39% contro il 35% del Sì. Un’analisi regionale del voto riporta che a favore della riforma sono le Regioni del Sud, Lazio compreso, con un 42%. Sì in vantaggio anche nelle regioni di Emilia Romagna, Marche, Umbria e Toscana (38% contro il 36% del No).

Sondaggio politico Ixè

Il sondaggio sul referendum di Ixè pubblicato da Agorà dà il No in vantaggio al 40% sul  che invece rimane al 37%. Sempre secondo Ixè sarebbe in aumento l’affluenza: gli intenzionati a recarsi alle urne ad oggi sarebbero il 56% degli aventi diritto, di cui un 23% resterebbe ancora indeciso tra il Sì e il No.

Il Sondaggio dell’Istituto Piepoli

L’Istituto guidato da Nicola Piepoli dà il No in vantaggio al 52% contro il 48% del Sì, ma afferma che alla fine la vittoria andrà a favore di chi vuole le modifiche costituzionali. Gli indecisi sono il 53% ma secondo l’istituto una buona parte di questi alla fine voterà Sì (47%).

Sondaggio IPR e TECNÈ’

Le rilevazioni dell’Istituto IPR Marketing il fronte del No perde lo 0,7% arrivando al 50,8% contro il fronte del Sì che rosicchia il vantaggio arrivando al 49,2%.

Per Tecnè il divario tra Sì e No sarebbe molto più ampio: 52,5% i contrari e 47,5% i favorevoli.

Per entrambi gli istituti, infine, cresce il numero di chi conosce i temi referendari e scende quello di chi sostiene di conoscere solo “in maniera superficiale” l’argomento e quello di coloro che dichiarano di non conoscere affatto il tema referendario.

Il terremoto e il voto referendario

A parlare di probabile slittamento era stato il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Anche l’ex segretario del Ppi Pierluigi Castagnetti aveva parlato di difficoltà di voto legate al problema del terremoto.

A chiudere definitivamente il caso è stato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha smentito categoricamente l’ipotesi del rinvio del referendum: «Evitiamo di incrociare referendum e terremoto – ha dichiarato il premier – non hanno nulla a che vedere».

Nella sua Enews settimanale Renzi ha poi aggiunto «la sfida è sul filo, bella e impegnativa. Ciascun voto può essere decisivo».

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