Perché gli speculatori internazionali tifano per il No

Gli attacchi alla democrazia del nostro Paese da parte dell’establishment finanziario internazionale non si fermano.

Dopo l’imposizione del governo dei professoroni capitanato da Monti, che abbiamo visto a cosa ha portato, adesso L’Economist sferra un altro attacco alla sovranità delle nostre scelte.
Il giornale inglese, con un piede nella finanza e l’altro nei giri che contano delle grandi lobby internazionali, consiglia di votare no al referendum, con una serie di ridicoli pretesti.

È il nuovo tentativo di imporre all’Italia un governo tecnico (lo scrivono esplicitamente!), senza dover passare da nessuna legittimazione popolare per poter servire i dettami delle tecnocrazie europee, che continuano a infischiarsene delle scelte democratiche dei Paesi per imporre la propria visione politica.
Sarà forse un caso che anche Mario Monti si è schierato per il no?

L’Economist non è nuovo a questi attacchi: nel 2001 pubblico una copertina che titolava “Perché Berlusconi è inadeguato a guidare l’Italia”.
Chi vince le elezioni è legittimato a guidare il Paese in cui le ha vinte, e non saranno certo i pennivendoli inglesi a convincerci del contrario.
Dovranno accettare che gli italiani sono padroni delle proprie scelte, alle elezioni politiche come nei referendum.

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