Sondaggi Politici: Chi, Come Quando e Perché

Se si facessero le elezioni politiche oggi chi vincerebbe? Secondo gli ultimi sondaggi chi è in vantaggio tra M5S e PD?

Domande che quasi ogni giorno si fanno i principali schieramenti politici ed è per questo che esistono sondaggi politici elettorali aggiornati.

Tante le categorie dei sondaggi a disposizione dei cittadini, da quelli online a quelli non ufficiali fino ad arrivare a quelli riservati.

Dalla crisi del sistema tradizionale dei partiti ad oggi, negli ultimi vent’anni la politica italiana ha fatto sempre più ricorso ai sondaggi politici. Trasmissioni televisive come Ballarò e Agorà hanno fatto dei sondaggi un appuntamento fisso con i loro telespettatori. I partiti sono costantemente alla ricerca di quella parte di elettori definiti indecisi e per questo monitorizzano costantemente i loro interessi politici.

Sondaggi politici: in principio fu Berlusconi

In Italia la tendenza a commissionare sondaggi politici è relativamente recente. Se negli USA già nel 1930 si commissionavano indagini per capire chi avrebbe vinto le presidenziali, da noi bisogna attendere il 1994 per avere il boom dei sondaggi politici elettorali.

Non che prima non ci fossero: Amintore Fanfani, ad esempio durante la sua presidenza a Palazzo Chigi fece ricorso ai sondaggi politici tra il 1960 e il 1963. Silvio Berlusconi però, ne ha quasi istituzionalizzato il ricorso, dimostrando la centralità del sondaggio per capire le intenzioni degli indecisi.

Va sottolineato comunque che sono stati diversi gli elementi che hanno contribuito all’incremento dell’uso dei sondaggi politici, a partire dal crollo delle grandi ideologie, alla crisi dei partiti tradizionali, all’allontanamento dei cittadini dalla politica, per passare poi alla riforma elettorale in senso maggioritario.

Oggi non passa giorno senza che si faccia un sondaggio: ogni testata giornalistica ha il suo istituto di fiducia, da La7 a Ballarò per passare ad Agorà.

Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo ha la sua sezione dedicata e ogni giorno ne sforna uno tutto suo, dalla domanda “Quale sarà il prossimo giornale a scomparire” a “Dove troverà i soldi Renzi”, una maniera tutta sua ed originale per testare gli orientamenti degli elettori italiani.

La legge 28 febbraio del 2000

A sancire definitivamente l’importanza dei sondaggi politici elettorali è stata la legge 28 del febbraio del 2000, meglio conosciuta come la legge sulla Par Condicio, secondo il termine attribuitole dall’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

La legge regolava la comunicazione durante l’intero anno e in tutte le campagna elettorali, comprese quelle referendarie puntando a garantire una adeguata visibilità a tutti i partiti e movimenti politici. Tra le altre disposizioni, la legge 28/2000 stabilisce che i risultati dei sondaggi politici elettorali non possono essere pubblicati nei quindici giorni precedenti alla data delle votazioni.

A giugno del 2012, il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio ha creato per questo il sito sul quale devono arrivare obbligatoriamente tutti i sondaggi politici elettorali diffusi al pubblico.

I soggetti interessati ad effettuare sondaggi devono quindi richiedere l’abilitazione ed accedere al sito, rispettandone le impostazioni sulla metodologia quali il campionamento, la rappresentatività ed il margine di errore.

Sondaggi politici riservati

La legge stabilisce che non si possono pubblicare sondaggi 15 prima della data delle elezioni ma nonostante questo sul web puntualmente si scatenano i sondaggi non ufficiali.

Si tratta di sondaggi politici a tutti gli effetti “mascherati” dietro qualche altro argomento.

Un esempio su tutti. In occasione delle amministrative di giugno 2016, molti siti riportavano notizie di strane corse o di altrettanto strani conclavi.

In alcuni casi si parlava di uno strano Gran Premio di Roma, una corsa guarda caso a due manche con un fantino pentastellato e uno dal nome Fan Petit Vest (traduzione maccheronica dal francese: piccola giacca).

Un altro sito parlava invece del rinnovo dell’arcivescovo di Milano, riportando il consenso dei parrocchiani.

A parte i sondaggi politici clandestini, esistono anche dei report che gli schieramenti chiedono di non pubblicare.

Si tratta di sondaggi politici riservati che a volta vengono richiesti dal governo per avere un’idea del clima politico del Paese. In questo ultimo periodo, molto richiesti sono ovviamente i sondaggi sul referendum costituzionale e a richiederli non sarebbe solo il governo.

Stanno infatti circolando nei palazzi politici sia sondaggi riservati riguardanti le forze politiche che sondaggi riservati riguardanti il referendum. Sia le percentuali a proposito del referendum costituzionale che quelle riguardanti il grado di preferenza del M5S e del PD sembrano essere sempre molto ravvicinate.

Chi fa i sondaggi politici?

Nel 1991, in tempi ancora non sospetti, prima che nascesse l’interesse dei politici italiani per i sondaggi, nacque l’Associazione Italiana degli Istituti di Ricerche di Mercato (ASSIRM) che oggi riunisce i principali tra istituti e società di ricerca regolando, tramite il Codice di Etica Professionale le attività di questi. ASSIRM collabora anche con Università e associazioni di ricercatori come Efamro ed Esomar e a farne parte sono i principali committenti di sondaggi politici elettorali.

Ne fa parte Doxa, la prima società italiana di ricerche statistiche, Ipsos, Istituto Piepoli, Swg per citarne solo alcuni.

Tra gli altri istituti di ricerca che sentiamo spesso nominare dalle testate giornalistiche ci sono Demopolis, che Ispo, Euromedia Research, il Cise, Centro Italiano di Studi Elettorali, Tecné e Ipr Marketing.