Sondaggi: Cosa sono e Quando Sono Nati

Monarchia o Repubblica, il primo sondaggio di opinione realizzato in Italia potrebbe essere partito proprio dal primo referendum costituzionale della storia dell’Italia contemporanea.

Nel 1946 nasceva in Italia la prima società specializzata in ricerche statistiche e sondaggi di opinione, una delle prime anche nel panorama europeo.

Doxa, che in greco significa appunto opinione, è il nome della società fondata da Pierpaolo Luzzato Fegit, incaricata da Luigi Einaudi, componente dell’Assemblea costituente e Governatore della Banca d’Italia, del primo sondaggio di opinione in Italia sulla distribuzione del reddito nazionale.

Da questo momento in poi il sondaggio verrà utilizzato sempre più spesso in Italia per capire le intenzioni di voto degli italiani e non solo.

Nel corso di questi settant’anni di Repubblica in Italia si faranno sondaggi su tutto, sia nazionali che locali, anche se a fare la parte del leone saranno soprattutto i sondaggi di voto.

Ai sondaggi, infatti, si affideranno i principali leader politici per capire l’orientamento degli italiani, così come tanti saranno i sondaggi sugli stessi leader politici che sorgeranno a volte anche spontaneamente dando l’idea della popolarità di questi.

Ecco allora un breve manuale sui sondaggi: a cosa servono e come sono nati.

Gli USA, patria dei sondaggi

A tracciare la strada sono stati gli Stati Uniti. La patria dei sondaggi sono senza dubbio gli USA che per primi hanno evidenziato come la posizione dei consumatori fosse un soggetto interessante da monitorare. Conoscere i loro orientamenti, i loro interessi e il loro comportamento era alla base dei primi sondaggi americani.

Ben presto, con l’introduzione del suffragio universale, il mondo politico iniziò a sentire l’esigenza di monitorare i suoi ‘consumatori’.

Il primo sondaggio di carattere scientifico fu realizzato negli Usa nel 1930 da Gorge Horace Gallup che nel 1935 fondò l’American Institute of Public Opinion.

La sua fama, ma soprattutto il suo approccio scientifico ai sondaggi, si impennò decisamente quando indovinò la vittoria del presidente Franklin D. Roosevelt su Alfred M. Landon, dato invece per vincente dal sondaggio del Literary Digest.

Dieci anni dopo però, Gallup ed Elmo Roper subiranno lo shock della riconferma di Harry Truman su Thomas Edmond Dewey, dato invece per vincente dai sondaggi. Alla base dell’errore il fatto di aver ignorato il comportamento degli indecisi.

I sondaggi dagli USA all’Italia

L’esigenza di ‘interrogare’ i cittadini arrivò anche in Europa, dove però l’Italia del regime fascista rimase a guardare dichiarandosi apertamente non interessata all’argomento.

Il primo sondaggio in Italia fu svolto tra il 1943 e il 1944 in Sicilia, da Stuart Dood con la sua Public Opinion Survey Section. Si trattò di un sondaggio di opinione che per gli americani serviva per capire l’opinione delle nazioni invase.

Le interviste, in pratica, servivano per capire le esigenze dei cittadini italiani per poter accelerare il processo di liberazione e democratizzazione. Ma nonostante l’esperienza siciliana sia stata molto positiva, la storia dei sondaggi nazionali e la nascita dei primi istituti di ricerca italiani si caratterizzeranno per essere molto autonomi. A differenza ad esempio di Germania e Giappone dove invece la demoscopia risentirà molto dell’impostazione statunitense.

I sondaggi: leader politici, intenzioni di voto e non solo

Doxa è la prima grande società di indagine italiana. Alla Doxa fu affidato il primo sondaggio politico-elettorale e non a caso si trattò proprio di quello sul referendum costituzionale del 2 giugno 1946. Seguiranno quindi i sondaggi sulle elezioni politiche dell’aprile del 1948 quando la vittoria della Democrazia Cristiana fu ampiamente prevista.

Gli anni seguenti furono di calma relativa e solo Amintore Fanfani, presidente del Consiglio dal 1960 al 1963 fece ricorso ai sondaggi politici.

Seguiranno anni di dibattiti sulla validità o meno dei sondaggi preelettorali. In occasione del referendum popolare sul divorzio, verranno svolti sondaggi da Doxa e Demoskopea e l’esito del voto dimostrerà l’importanza del campionamento da parte degli istituti.

I sondaggi di Forza Italia

L’entrata in politica di Silvio Berlusconi nel 1994 rappresenta una novità per la politica italiana sotto diversi aspetti. Sarà lui infatti per primo a fare ampio uso dei sondaggi, come ricerca di mercato in pieno stile imprenditoriale.

Per questo Berlusconi nel 1993 incaricherà Gianni Pilo, direttore del marketing della Fininvest, di fondare Diakron, società demoscopica con l’obiettivo di indagare sul nascente partito che prenderà il nome di Forza Italia.

Una novità incredibile sul fronte del panorama politico italiano, perché per la prima volta un leader politico si affida ai sondaggi per curare il “posizionamento” del suo partito.

Dal nome al programma, molte decisioni all’interno di Forza Italia verranno prese grazie ai sondaggi.

I sondaggi sulle intenzioni di voto

Silvio Berluscono ha così aperto la strada ai sondaggi politici nazionali, impostazione che per anni è stata quasi snobbata dalle altre forze politiche che, incapaci di captare la novità della strategia, hanno finito per prendere sottogamba l’importanza dei sondaggi.

Nel corso di questi ultimi venti anni la situazione si è decisamente evoluta: sono proliferati istituti di ricerca statistica e soprattutto è aumentato l’interesse del mondo politico italiano nei confronti dei sondaggi.

Oggi la presenza costante dei sondaggi è un dato di fatto: il presidente del Consiglio Matteo Renzi è quotidianamente monitorato. Alla stessa stregua il Movimento 5 Stelle ogni mattina volge uno sguardo ai sondaggi di opinione e ai sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani.

Il leader del M5S, Beppe Grillo ha dedicato una sezione sondaggi sul suo blog e ogni giorno ‘sforna’ un sondaggio ad hoc.

Sondaggi, ecco le caratteristiche principali

Come deve essere fatto un sondaggio? Quali caratteristiche principali deve avere?

L’elemento fondamentale dei sondaggi è la scelta del campione: l’analisi dovrà riportare un determinato campione in un determinato contesto. L’esempio del sondaggio fatto negli Usa da Gallup nel 1936 ne è l’esempio calzante: per avere una valenza scientifica, il campione deve essere il più rappresentativo possibile. No quindi ai sondaggi in diretta o alle indagini casuali.

Gli altri due elementi determinanti sono la formulazione sia delle domande che delle risposte.